In viaggio, ancora

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In viaggio, ancora

Messaggio Da thebard il Mer Apr 06, 2011 9:18 am

La notte si era accesa di milioni di luci, tanto che persino un piccolo fuoco di viandanti mi infastidiva, togliendo alla foresta il maestoso silenzio del buio. Erano ormai una decina di giorni che camminavo in direzione di Runenberg, e da cinque avevo salutato il mio temporaneo compagno di viaggio, Bron il cantastorie. Sapevo che la città non era distante, ma avevo abbandonato il sentiero, addentrandomi nella foresta, e per giorni avevo deviato, a tratti sulla pista di un cervo, altre volte per scoprire una nuova fonte d'acqua. Camminavo chino con il mio arco sulle spalle, per non danneggiarlo a causa dei fitti rami. Nel profondo bosco, soltanto la luce delle stelle, gentile e fidata, diversa in tutto dalla fiamma traballante degli uomini. Mi era sembrato di aver individuato un buon posto per passare la notte, non mi piaceva dormire sugli alberi come alcuni facevano, preferivo delle tane piu' basse e sicure. Tra alcune rocce gigantesche avevo individuato una nicchia, ci si entrava soltanto chinandosi, ma era al riparo dalla pioggia, se avesse piovuto. Posai lì sotto la mia sacca e mi guardai attorno. Non era stagione per le foglie secche, avrei dovuto accontentarmi della poca erba e del muschio che c'era già. Tirai fuori dalla sacca il mantello, e me lo avvolsi attorno. Avvolsi l'arco in una pelle e lo legai bene, per proteggerlo dall'umidità, e lo sistemai in un angolo. La stanchezza si stava impadronendo delle mie membra. Mi stavo per infilare dentro al pertugio nella roccia, quando udii il suono di un flauto, in lontananza. Chi poteva esserci lì? E soprattutto, non mi risultava che qualche animale avesse imparato a suonare. Dunque sgusciai fuori e mi arrampicai sui massi, con il pugnale nella cintola. Giunto in cima alla roccia piu' alta, alta piu' o meno come due uomini, mi guardai attorno. Non c'era vento, ma non avvertivo alcun odore particolare. Solo aguzzando la vista riuscii a scorgere, a una ventina di metri, una figura muoversi in mezzo al fitto del bosco. Mi appiattii contro la roccia, supino, osservando le sue mosse. Era senz'altro una figura molto imponente, coperta da un mantello di pelliccia. Non portava armatura in vista, ma non riuscivo a scorgerne il volto, sempre coperto dagli alberi o dal grosso mantello. Intanto il flauto continuava ad emettere la sua piacevole melodia. Il suono si avvicinava, e così anche la figura, come potevo scorgere, ma non mi sembrava particolarmente pericolosa. Quando giunse a una decina di metri, potei udire che cantava una canzone, accompagnandosi.. "Ma quando si fa buio e il nemico si addormenta, Scendo nella valle e attraverso la foresta..Vado al fiume dove l'aria sa di muschio ed umida è la terra, Ma di orme non trovo traccia, il mio branco si è perso" Non prestai molta attenzione alle parole, poi, perchè la voce risuonava inconfondibile alle mie orecchie.. Il petto mi si riempiva di calore, la stanchezza sembrava scomparsa.. Era lui! Era lui capite?! "Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!" Non potei fare a meno di levare il capo al cielo e ululare nella notte chiara la mia felicità.. Nessuno stanotte si sarebbe spaventato udendo la mia voce, che era un canto di gioia.. Scesi a quattro zampe dalla grossa roccia, ruzzolando quasi nell'ultimo metro. Aveva smesso di suonare, e venne incontro a me con passo lento, era quello il suo volto nero come pece, affilato, quello era il suo odore, l'odore della foresta e dei miei primi attimi di vita. "Morgrau!" esultai, correndogli incontro. Era ancora piu' alto di me, sebbene fossi cresciuto molto negli ultimi anni. Quella notte ci accampammo insieme, sopra le rocce, e ci raccontammo moltissime cose, tanto tempo era passato dall'ultima volta.. Gli chiesi anche di cantarmi quella canzone, di nuovo, era malinconica ma molto bella: l'aveva inventata lui.


Dura roccia in mezzo ad un mare di erica
Qui sdraiato aspetto il sole che mi scalderà le ossa
Non ricordo quanti inverni sono già passati
Da quando nella valle rincorrevo il grande cervo
E rivedo negli steli d'erba che s'azzuffano nel vento
I cuccioli del mio branco che giocavano un tempo

Ma quando si fa buio e il nemico si addormenta
Scendo nella valle e attraverso la foresta
Vado al fiume dove l'aria sa di muschio ed umida è la terra
Ma di orme non trovo traccia, il mio branco si è perso
E anche se sarò l'ultimo canterò ancora
Per milioni di stelle e per la luna lassu'

E rivedo ancora negli steli d'erba che s'azzuffano i cuccioli nel vento
I cuccioli del mio branco che giocavano un tempo
E anche se sarò l'ltimo canterò ancora
Per milioni di stelle e per la luna lassù



(Il Vecchio Lupo è una canzone dei Lingalad, la trovate quì: https://www.youtube.com/watch?v=l-FfQGVv7R4 )
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Re: In viaggio, ancora

Messaggio Da thebard il Mar Apr 12, 2011 10:27 am

..Nihall aveva trovato un gruppo di mercanti di ritorno a Nimesia, e così si era aggregato a loro, contribuendo alla difesa della comitiva. Arco e freccia stretti nella sinistra, accompagnava la testa della piccola carovana, fungendo anche da esploratore. Avevano ormai attraversato le terre di nessuno da un paio di giorni, nelle quali avevano incontrato soltanto una coppia di demoni cacciatori, con cui avevano contrattato per dei pellami. Nimesia appariva un territorio molto strano, e troppo caldo per i suoi gusti..
"Tira mai un po' di vento da queste parti?" domando' a un tratto al capo della comitiva, un certo Gerald di Nuova Flow. Quello per tutta risposta sorrise, ed emise uno sbuffo di fumo, dal tubetto di metallo che teneva in bocca.. Nihall emise un uggiolio basso, aveva fame. A quanto pareva, non si sarebbero fermati prima di giungere in città..gli uomini volevano pranzare in qualche taverna conosciuta.


XIIesimo giorno, IV mese, a nord di Nuova Flow
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