Concilio tra fedeli di Tetra

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Concilio tra fedeli di Tetra

Messaggio Da Maro il Ven Lug 31, 2015 8:47 pm

Una fioca luce proveniente da una strana luna blu distingue le sagome di molteplici tallaranoidi, ammantati di scuro ed immobili ritrovatisi nel bosco poco fuori Hunedoara.
Nessun rudimentale palco o pulpito innalza sopra agli altri l'oratore che tra questi pare immerso; il tono del suo predicare appassionato ha qualcosa di rituale, liturgico, esasperato solo nelle lunghe pause che l'oscurità della notte pare imporre.


“…ma di sentimenti brucianti si alimenta il corpo mortale e a voi non chiedo di rinunciarvi; usateli e sfruttateli se necessario al raggiungimento degli scopi della Madre, se come indegni strumenti desiderate rispondere alla volontà che essa sussurra.
Ma non osate portare il suo abbraccio sotto tali vessilli perché ella non conosce odio per alcun nemico.
Nell’atto di sferrare il colpo decisivo, in cui le vostre mani si stringeranno attorno al collo, in cui i vostri denti strapperanno la vita assieme alle carni, rinnegate la passione il cui moto vi ha portato fino a quel momento: perché tale ultimo istante non vi appartiene.
In quell’ora rinnegatevi e siate portatori della compassione della Madre.
Perché solo nella compassione vedremo il suo volto, è nella compassione che le nostre mani diverranno sue.

Ma guardatevi bene dalla compassione di Tyrial; essa è la compassione dell’ego, del vivere futile e sterile.
Un mendicante all’uscio d’una taverna muore di fame ed il benefattore lo inviterà ad unirsi alla propria tavola.
La sua gioia sarà nel compiacimento d’esser stato tanto buono e giusto. Egli farà sfoggio della propria compassione, ne parlerà con orgoglio e se ne farà vanto. Esso infatti, non conosce che la compassione dell’ego.
E rinunciate alla compassione terrena del degno fedele di Nehalennia.
Essa è generosa genitrice ed implacabile boia. Ella è il ciclo che scorre su questo piano e su questo tempo. Il suo fedele non parla mai della propria compassione perché in essa non vi trova nulla di speciale se non l’azione del giusto fedele. La sua è la compassione del giusto qui ed ora.
Ma voi avete già rinunciato alla vita terrena divenendo fedeli della Grande Madre la cui compassione non volge a questo piano.
Essa non è egoismo ne simpatia; essa è empatia.
Voi non salverete colui che soffre, ne percepirete la sua sofferenza.
La vostra lama entrerà nel ventre molle del vostro nemico e così facendo esso diverrà vostro fratello, e con lui morirete anche voi, nuovamente, perché siete medesimi, una sola entità: figli della Madre.
E come un fratello accompagnerete la sua salma nell’abbraccio più caldo, l’unico capace di accettare tutti egualmente senza distinzioni; l’amore più puro che solo la Madre può donare al figlio che torna a  Lei.
Rinnovate i vostri voti e rinunciate alla vita ogni volta che offrite un vostro fratello a colei che solo ama.

Suoi fedeli il tempo sta per terminare,
Figli della Grande Madre svegliatevi!
E di lettere carminio e con penne veloci incidete la voce della Vera Fede sui petti del Continente.
Non credetevi assassini, non illudetevi guerrieri.
Il vostro ruolo è altro, siate compassionevoli alfieri d’Amore.”



Hunedoara, Secondo plenilunio del settimo mese, 2015 E.T.
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